Cimabue, San Francesco, part., 1280 ca., Basilica inferiore di San Francesco, AssisiBeato Angelico, San Romualdo, part., 1442, Museo nazionale di San Marco, Firenze
martedì 16 giugno 2026
Sala Dantesca della Biblioteca Classense, Ravenna INGRESSO LIBERO
Via Sancti Romualdi 2026
In memoria di Daniele Morelli, ideatore e presidente dell’Associazione Romagna-Camaldoli
incontro con Pietro Maranesifrate cappuccino e teologo Alessandro Barbanmonaco camaldolese e teologo introduceGiorgio Gualdrini
Nei primi secoli del basso medioevo San Romualdo (951/953-1027) e San Francesco (1181/1182-1226) sono stati espressione di vite evangeliche intensamente vissute. Non a caso Dante Alighieri ad ambedue dedicò pagine imprescindibili della terza cantica della Commedia. Pur nelle profonde diversità emergono significative interconnessioni che oggi intendiamo esplorare. In contesti storici estremamente complessi e solcati da profonde lacerazioni essi hanno avuto il coraggio di vivere il Vangelo proponendo stili di vita alternativi rispetto al potere sia politico che ecclesiastico. Romualdo scelse la vita monastica vivendo in un’essenziale solitudine aperta però alla comunione. Francesco cercò di innovare la vita religiosa vivendo, in letizia, la povertà come fraternità condivisa con i più emarginati.
Si è tenuto lo scorso 28 maggio, alla Biblioteca Manfrediana di Faenza, la prima tappa della Via Sancti Romualdi 2026.
Nella cornice dell’aula Magna – con i due magnifici globi del cartografo veneziano Vincenzo Coronelli – era presente un numeroso e attento pubblico. Dopo i saluti della direttrice Daniela Simonini, del riconfermato sindaco Massimo Isola, abbiamo preso la parola per un breve ringraziamento agli ospiti e la dedica del percorso della V.S.R. a Daniele Morelli, il nostro infaticabile e generoso Presidente, recentemente scomparso.
Ha aperto l’incontro la restauratrice Silvia Bondi che ha con professionalità presentato le varie fasi del restauro della pergamena in oggetto, che era stata utilizzata come sovracopertina a un altro testo ed è stata scoperta all’interno della storica biblioteca faentina.
Il prof. Mauro Turroni Monti, – musicologo, docente all’Università di Modena e Reggio Emilia e nostro socio – ci ha trasportato, con la sua abilità divulgativa e passione, nel periodo di produzione della pagina , l’XI sec. e nei luoghi dove avvenivano le trascrizioni dei testi. Ha spiegato l’eccezionalità della pergamena, dove è possibile rilevare non solo come devono essere espresse le note di questo canto gregoriano della domenica delle palme, ma anche dove sono collocate. Si tratta sicuramente di un frammento neumatico proveniente da Fonte Avellana che porta la mano di Guido d’Arezzo.
L’incontro si è concluso con l’intervento del soprano Margherita Pieri che in una sala in penombra, in un silenzio assoluto, ha cantato l’assolo del testo. Impossibile descrivere l’emozione e quanta intensa spiritualità ha saputo trasmettere.
Un grazie a Mauro Turroni Monti per l’opportunità che ci ha offerto con grande generosità.
Prossimo appuntamento il 16 giugno alle ore 18, alla Sala Dantesca della Biblioteca Classe a Ravenna, per l’incontro con Pietro Maranesi – frate cappuccino e teologo – e Alessandro Barban – monaco camaldolese e teologo – su Spiritualità francescana e romualdina.
Antonella Baccarini
La pergamena ritrovata: quel misterioso frammento neumatico da Fonte Avellana
Venerdì 23 ottobre ore 17,30 – FAENZA Museo Internazionale delle Ceramiche, viale A. Baccarini 19 IMMAGINI DI SAN FRANCESCO PRIMA E DOPO GIOTTO In memoria di Anna Tambini Incontro con ANDREA DE MARCHIStorico dell’arte, professore ordinario di Storia dell’arte medievale – Università di Firenze
Sabato 24 ottobre ore 17,00 – BAGNACAVALLO Sala Oriani, Ex Convento di San Francesco, via Cadorna 10 FRANCESCO “ALTER CHRISTUS” IMMAGINI DEL SANTO SERAFICO TRA CONTRORIFORMA E BAROCCO Incontro con ALESSANDRO MARTONIStorico dell’arte, conservatore dei Musei Civici di Palazzo Chiericati – Vicenza
Martedì 27 ottobre, ore 21,00 – FAENZA Cinema Europa, v. Sant’Antonino 4 Proiezione del film: FRANCESCO D’ASSISI (Regia di LILIANA CAVANI, 1966)
Martedì 3 novembre, ore 21,00 – FAENZA Cinema Europa, v.Sant’Antonino 4 Proiezione del film: FRANCESCO (Regia di LILIANA CAVANI, 1989)
Sabato 3 ottobre ore 10,45 Teatro Sarti, via Scaletta 10, Faenza XXI SECOLO: CAMBIAMENTO D’EPOCA E DISORDINE MONDIALE Incontro con MASSIMO CACCIARIFilosofo, Università Vita e Salute, Milano Nell’occasione sarà presentato il libro di Massimo Cacciari e Roberto Esposito “KAOS” (Il Mulino, 2026) Introduce: Giorgio Gualdrini
Venerdì 9 ottobre ore 17,30 Aula Magna Biblioteca Comunale, via Manfredi 14, Faenza UN’ALTRA RUSSIA. SALVARE L’ANIMA RUSSA E L’EUROPA Incontro con NATALINO VALENTINIFilosofo e slavista, Università di Urbino Lettura di brani letterari a cura di Margherita Rondinini Introduce: Giorgio Gualdrini
FRANCESCO D’ASSISI FRA ARTE E CINEMA
Venerdì 23 ottobre ore 17,30 – FAENZA Museo Internazionale delle Ceramiche, viale A. Baccarini 19 IMMAGINI DI SAN FRANCESCO PRIMA E DOPO GIOTTO In memoria di Anna Tambini Incontro con ANDREA DE MARCHIStorico dell’arte, professore ordinario di Storia dell’arte medievale – Università di Firenze
Sabato 24 ottobre ore 17,00 – BAGNACAVALLO Sala Oriani, Ex Convento di San Francesco, via Cadorna 10 FRANCESCO “ALTER CHRISTUS” IMMAGINI DEL SANTO SERAFICO TRA CONTRORIFORMA E BAROCCO Incontro con ALESSANDRO MARTONIStorico dell’arte, conservatore dei Musei Civici di Palazzo Chiericati – Vicenza
Martedì 27 ottobre, ore 21,00 Cinema Europa, v. Sant’Antonino 4 FAENZA Proiezione del film: FRANCESCO D’ASSISI (Regia di LILIANA CAVANI, 1966)
Martedì 3 novembre, ore 21,00 Cinema Europa, v.Sant’Antonino 4, FAENZA Proiezione del film: FRANCESCO (Regia di LILIANA CAVANI, 1989)
Cimabue, San Francesco, part., 1278- 1280 (Assisi)Beato Angelico, San Romualdo, part., 1442 (Firenze)
RAVENNA Martedì 16 giugno ore 18,00 Biblioteca Classense, Ravenna “LA SPIRITUALITÀ FRANCESCANA E ROMUALDINA” IN MEMORIA DI DANIELE MORELLI, ideatore e presidente dell’Associazione Romagna-Camaldoli Relatori: PIETRO MARANESI, frate cappuccino e teologo ALESSANDRO BARBAN, monaco camaldolese e teologo Introduce: Giorgio Gualdrini
Nei primi secoli del basso medioevo san Romualdo (951/953-1027) e san Francesco (1181/1182-1226) sono stati espressione di vite evangeliche intensamente vissute. Non a caso Dante Alighieri ad ambedue dedicò pagine imprescindibili della terza cantica della Commedia. Pur nelle profonde diversità emergono significative interconnessioni che oggi intendiamo esplorare. In contesti storici estremamente complessi e solcati da profonde lacerazioni essi hanno avuto il coraggio di vivere il Vangelo proponendo stili di vita alternativi rispetto al potere sia politico che ecclesiastico. Romualdo scelse la vita monastica vivendo in un’essenziale solitudine aperta però alla comunione. Francesco cercò di innovare la vita religiosa vivendo, in letizia, la povertà come fraternità condivisa con i più emarginati.
FAENZA Giovedì 28 maggio, ore 18,00 Biblioteca Manfrediana via Manfredi 14, Faenza “GUIDO D’AREZZO E FAENZA. UN FRAMMENTO NEUMATICO (SEC. XI) DA FONTE AVELLANA ALLA BIBLIOTECA MANFREDIANA” MAURO CASADEI TURRONI MONTI, musicologo, Università di Modena e Reggio Emilia Introduce: Daniela Simonini, direttrice della Biblioteca Manfrediana Con la partecipazione del soprano Margherita Pieri Intervengono le restauratrici Silvia Bondi (relatrice), Francesca Formilli e Maria Roberta Stanzani
FAENZA Martedì 23 giugno ore 17.00 Sala delle Associazioni, v. Laderchi, 3 In collaborazione con il Settore Ecumenismno e Dialogo della Diocesi di Faenza “IL DIO DI DOMANI. RIPENSARE LA FEDE” DEBORA RIENZI, filosofa, teologa e poetessa ALESSANDRO ESPOSITO, teologo e pastore valdese Introduce: don Mirko Santandrea Nell’occasione sarà possibile acquistare il libro di Debora Rienzi: “Dio rimane. Riorientamenti teologici” (Cittadella Editrice, 2023)
CAMALDOLI Mercoledì 12 agosto, ore 20.45 Monastero “IL MONACHESIMO CRISTIANO DALLE ORIGINI A SAN BENEDETTO E OLTRE” FABIO RUGGIERO, storico del cristianesimo antico, Facoltà teologica dell’Emilia Romagna, BO Introduce: Matteo Ferrari, priore generale della Congregazione Camaldolese
BAGNACAVALLO Sabato 24 ottobre ore 17,00 Sala Oriani, ex convento di San Francesco, via Cadorna 10 FRANCESCO “ALTER CHRISTUS” IMMAGINI DEL SANTO SERAFICO TRA CONTRORIFORMA E BAROCCO ALESSANDRO MARTONI, storico dell’arte, conservatore del Museo Civico di Palazzo Chiericati, Vicenza Introduce: Costanza Sintini
Il direttivo dell’Associazione Romagna-Camaldoli comunica la tristissima notizia della morte del proprio presidente prof. Daniele Morelli. Lascia la moglie, due figlie e quattro nipoti. Una vita intensa, la sua, spesa tra lavoro (era stato docente al Liceo Classico di Ravenna nonché avvocato), famiglia e intensissimi impegni nel volontariato: dal Mercatino della solidarietà alla Tenda della Pace, dal gruppo biblico alla Via Sancti Romualdi, pensata assieme ai monaci camaldolesi: una grande perdita anche per tutti noi. Resteremo a lui per sempre grati. Lo scorso lunedì 18 maggio si sono tenute le esequie nella chiesa di Villanova di Bagnacavallo, la sua parrocchia. Mettiamo qui in calce la lettera giunta da dom Matteo Ferrari, priore generale della Congregazione Camaldolese, il cui testo è stato letto al termine della affollatissima e commossa celebrazione funebre.
CONGREGAZIONE CAMALDOLESE DELL’ORDINE DI SAN BENEDETTO
Il Priore Generale
Alla Carissima Fam. Morelli All’Associazione Romagna-Camaldoli
S. Eremo di Camaldoli, 17 maggio 2026 Festa dell’Ascensione del Signore
Carissimi, abbiamo appreso con grande dolore della scomparsa del carissimo Daniele, con il quale abbiamo condiviso tante iniziative. Abbiamo conosciuto la passione di Daniele per la nostra spiritualità, il suo legame spirituale per il nostro fondatore San Romualdo, il suo desiderio di diffondere la conoscenza della spiritualità di Camaldoli. Questo si è tradotto negli anni in diverse iniziative, in particolare i programmi della Via Sancti Romualdi organizzati insieme a tutti gli amici dell’Associazione Romagna-Camaldoli. Un’esperienza che ha avuto sempre una tappa estiva al monastero di Camaldoli con proposte di grande livello teologico, storico, spirituale e culturale. Oggi celebriamo la festa dell’Ascensione del Signore. Una festa liturgica che ci invita a riorientare il nostro sguardo, a guardare le realtà terrene come già fecondate dal cielo, poiché un po’ di terra, l’esistenza umana di Cristo Signore, è abitante del cielo. Questo ci porta a riorientare lo sguardo anche sulla nostra esistenza umana fragile, ma tesa verso l’infinito. È un messaggio di speranza che ci consola, mentre viviamo il distacco da Daniele. Sappiamo infatti che anche lui è chiamato dal suo Signore a divenire abitante del cielo, a percorrere quel cammino di salita verso di lui, che la via sancti Romualdi in qualche modo simboleggia. Siamo vicini a tutti voi con la nostra preghiera e il nostro affetto, sapendo che Daniele è incamminato su quella scala, sognata da Romualdo, che dalla terra sale fino al cielo. Tutti chiamati insieme a salire quegli stessi gradini per entrare nella comunione piena con Dio e, in lui, con chi ci ha preceduto nel segno della fede. Sarò con voi domani nella preghiera per l’ultimo saluto a Daniele.
venerdì 17 ottobre ore 18,00 Aula Magna della Biblioteca Manfrediana, via Manfredi 14 – FAENZA
incontro con DANIELE MENOZZI Storico del cristianesimo, membro dell’Accademia dei Lincei professore emerito alla Scuola Normale Superiore di Pisa
Introduce: Daniele Morelli
martedì 21 ottobre ore 21,00 Cinema Europa, via Sant’Antonino 4 – FAENZA
Proiezione del film PAPA FRANCESCO UN UOMO DI PAROLA Regia di Wim Wenders, 2018 ingresso gratuito
Introduce: Marco Ferrini
Il primo appuntamento degli “Incontri d’Autunno” si terrà presso l’Aula Magna della Biblioteca Manfrediana il prossimo venerdì 17 ottobre (ore 18,00) ed avrà come relatore un’ospite d’eccezione: Daniele Menozzi, professore emerito alla Scuola normale di Pisa e membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Esimio storico del cristianesimo, è autore di innumerevoli saggi che spaziano dalla relazione tra la chiesa e le immagini alla storia del cristianesimo dopo la Rivoluzione Francese, dal rapporto tra il cattolicesimo e i totalitarismi alla storia del papato in età contemporanea. Dirige la “Rivista di Storia del Cristianesimo” ed è membro della redazione de “Il Regno”, rivolgendo una particolare attenzione anche all’attualità. É in questo quadro che si colloca la sua lettura della transizione dal ministero di Papa Francesco, così ricco di spinte tanto innovative quanto esposte alla critica da parte dai settori più tradizionalisti della Chiesa Cattolica, a quello di Papa Leone XIV, i cui primi atti – pur nella diversità dello stile pastorale – sembrano voler raccogliere nella sostanza l’eredità del magistero di Bergoglio. A questo proposito il professor ha parlato di “continuità selettiva”. Oltre al ruolo geopolitico della Chiesa, la cui autorità morale è ancora riconosciuta nonostante la perdita del potere temporale, nella serata di venerdì 17 saranno oggetto di attenzione anche i temi dei diritti civili delle coppie omosessuali e dell’articolato mondo LGBT, nonché le questioni della sinodalità, del ruolo della donna nella Chiesa e della pace in un mondo così lacerato da terribili conflitti tra popoli e nazioni.
Mercoledì 21 ottobre, alle ore 21,00, l’approfondimento proseguirà al Cinema Europa in via Sant’Antonino 4 con la proiezione gratuita del film “Papa Francesco. Un uomo di parola”, diretto tra il 2016 e il 2018 da Wim Wenders, celebre regista tedesco già vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes del 1984 e dell’Orso d’oro al Festival di Berlino del 2015. Di questa importante pellicola è stato scritto: «Il lavoro di Wenders vuole essere un percorso personale con Papa Francesco e non un documentario biografico. Le idee del pontefice e il suo messaggio sono centrali grazie al materiale d’archivio ma soprattutto a quattro lunghe interviste condotte nell’arco di due anni. Wim Wenders dichiara di avere avuto una completa libertà nell’elaborazione del progetto, ivi compresa quella del montaggio finale e dell’accesso all’archivio foto e video del Vaticano».
Sabato 20 settembre 2025, alle ore 17.00, la Biblioteca Malatestiana di Cesena (Sala Proiezioni) ospiterà un evento speciale dedicato al cinquecentenario della nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-1594), uno dei più grandi maestri della polifonia rinascimentale.
La conferenza-concerto, dal titolo “Il Palestrina princeps musicae tra il Concilio di Trento e i poveri di Filippo Neri”, unirà riflessione e musica in un percorso che attraversa storia, spiritualità e arte.
Il relatore sarà Mauro Casadei Turroni Monti (Università di Modena e Reggio Emilia), mentre il Coro “Musica Enchiriadis”, diretto da Pia Zanca, eseguirà brani di Palestrina, Osiander, Bach, Anerio e Caudana.
L’incontro sarà introdotto da Camillo Acerbi, Assessore al bilancio e cultura del Comune di Cesena.
Organizzato da:
Associazione Benigno Zaccagnini – CesenaAssociazione Romagna-CamaldoliComunità Monastica di CamaldoliRavenna Festival
Ecco il video della conferenza tenutasi al Monastero di Camaldoli il 12 agosto 2025, organizzata dall’Associazione Romagna-Camaldoli e dalla Comunità Monastica di Camaldoli, con tema: “Ricordare Nicea 1700 anni dopo. Come e perché?”
Introduce la serata Matteo Ferrari, priore generale della Congregazione Camaldolese, dando la parola a Sabino Chialà, priore della Comunità Monastica di Bose.
📅 Data e ora: Martedì 12 agosto 2025, ore 20:45 📍 Luogo: Monastero di Camaldoli (AR) 🎙️ Ospite: Sabino Chialà – Teologo e biblista, Priore della Comunità Monastica di Bose 🗣️ Introduzione a cura di: Matteo Ferrari – Priore Generale della Congregazione Camaldolese
🧭 Tema dell’incontro: “Ricordare Nicea 1700 anni dopo – Come e perché?” La conferenza, organizzata dall’Associazione Romagna-Camaldoli e dalla Comunità Monastica di Camaldoli, avrà per tema: “Ricordare Nicea 1700 anni dopo. Come e perché?” Introdurrà la serata Matteo Ferrari, priore generale della Congregazione Camaldolese. Dopo un cenno introduttivo di Sabino Chialà, si riporta qui sotto una breve sintesi dei contenuti dottrinali del primo Concilio di Nicea, a 1700 anni dalla sua nel 325 d.C.
📌 Contatti per informazioni: Giorgio Gualdrini – 📞 347 1453029
Icona della Santa Trinità di Andrej Rublëv (1420-1430, Galleria Tret’jakov, Mosca)
CENNO INTRODUTTIVO DI SABINO CHIALÀ, PRIORE DELLA COMUNITÀ MONASTICA DI BOSE
Il Primo Concilio di Nicea, convocato nell’anno 325, nasce in un contesto storico molto particolare ed è stato anche utilizzato dall’imperatore Costantino per poter creare un’unità all’interno del mondo politico del tempo; quindi può essere anche interpretato in maniera non proprio evangelica. Per i cristiani è per la prima volta il convergere sul fatto che in Gesù non riconosciamo non solo un profeta particolare, ma il Figlio di Dio, cioè quell’uomo che allo stesso tempo è pienamente uomo e pienamente Dio. Questo è detto per la prima volta da tutti i cristiani, anche se quel Concilio ha avuto una ricezione difficile, in quanto esso è stato convocato per il fatto che alcuni negavano questa fede, in particolare Ario. Però, alla fine, tutte le Chiese cristiane, attraverso un lento cammino, arrivano ad accogliere questa fede ed a farne la base della loro comune fede in Gesù. Il nostro essere cristiani si basa su questa comune professione di fede”.
IL SIGNIFICATO DEL PRIMO CONCILIO ECUMENICOA NICEA (Arcidiocesi di Belgrado, 27 ottobre 2022)
Il Primo Concilio di Nicea, convocato nell’anno 325 dall’imperatore Costantino, affrontò innanzitutto questioni dottrinali, come mostra in particolare la “Dichiarazione dei 318 Padri”, e più precisamente il credo che professa Gesù Cristo come Figlio di Dio, “consustanziale al Padre”. Naturalmente questa formula può essere compresa soltanto alla luce della violenta disputa divampata nel cristianesimo in quel tempo, principalmente nella parte orientale dell’Impero Romano, una disputa che ruotava intorno alla questione di come conciliare la confessione di fede cristiana in Gesù Cristo quale Figlio di Dio con la fede altrettanto cristiana in un unico Dio. Tale diatriba testimonia che, all’inizio del IV secolo, la questione cristologica era diventata un “caso problematico del monoteismo cristiano”.
Soprattutto il teologo alessandrino Ario propugnava un rigido monoteismo conforme al pensiero filosofico del tempo, secondo il quale Cristo non può essere “Figlio di Dio” in senso proprio, ma solo un essere intermedio che Dio usa nel relazionarsi all’essere umano. Il Concilio di Nicea condannò aspramente questa posizione, come si legge nella sua lettera agli egiziani: “Si è deciso all’unanimità di condannare con anatema la sua dottrina contraria alla fede, le sue affermazioni e le sue descrizioni blasfeme, con le quali oltraggiava il Figlio di Dio.” Per dirimere la controversia ariana, i Padri conciliari rifiutarono quindi il modello del monoteismo strettamente filosofico propagato da Ario, confermando il credo secondo cui Gesù Cristo, come Figlio di Dio, è “consustanziale al Padre”. Questa confessione è diventata la base della comune fede cristiana, essendosi svolto il Concilio di Nicea in un’epoca in cui la cristianità non era stata ancora lacerata dai numerosi scismi che si sarebbero verificati in seguito.
Il credo cristologico di Nicea rappresenta una tappa importante, anche se non ancora definitiva, sulla via verso il grande credo di Nicea-Costantinopoli del 381. Di fatti, pur definendo la fede in Gesù Cristo, il Concilio di Nicea menzionò solo in termini generali la fede nello Spirito (“e nello Spirito Santo”). Soltanto con il Concilio di Costantinopoli si giunse a circoscrivere il contenuto della confessione di fede nello Spirito Santo e a formulare così il dogma della Divina Trinità come forma specificamente cristiana del monoteismo. Ma il simbolo di Costantinopoli è da intendersi come una formula vincolante della fede di Nicea, che trovò dunque la sua forma definitiva nel simbolo di Costantinopoli.
Vlasios Tsotsonis, Il concilio di Nicea (2005; Meteora, Monastero di Megálo Metéoro)