Venerdì 23 ottobre, alle ore 17.30, il Museo Internazionale delle Ceramiche (MIC) di Faenza ospiterà l’incontro Immagini di san Francesco prima e dopo Giotto, dedicato alla rappresentazione artistica del santo di Assisi e alle trasformazioni della sua iconografia nel corso del Medioevo.
Protagonista dell’appuntamento sarà Andrea De Marchi, professore ordinario di Storia dell’arte medievale all’Università di Firenze. L’incontro si svolgerà in memoria di Anna Tambini.
Porteranno i saluti Claudia Casali, direttrice del MIC, e S.E. Mons. Michele Morandi, vescovo di Faenza-Modigliana. L’introduzione sarà affidata a Giorgio Gualdrini.
L’iniziativa è promossa con il coinvolgimento di MIC, dell’Associazione Romagna-Camaldoli e del Comune di Faenza, con l’adesione del Museo Diocesano di Faenza.
Un’occasione per approfondire, attraverso la storia dell’arte, il modo in cui la figura di san Francesco è stata rappresentata prima e dopo l’affermazione del linguaggio artistico di Giotto.
Informazioni sull’incontro
Titolo: Immagini di san Francesco prima e dopo Giotto
Relatore: Andrea De Marchi
Data: venerdì 23 ottobre
Ora: 17.30
Luogo: Museo Internazionale delle Ceramiche, viale Alfredo Baccarini 19, Faenza
Il film di Liliana Cavani su san Francesco, trasmesso in due puntate l’8 e il 9 maggio 1966, sussultare gli italiani: si disse che attrasse 20 milioni di spettatori. Un’opera nata come semplice documentario, ma destinata a lasciare il segno nella storia del cinema.
Voleva essere un semplice documentario l’opera prima di una giovane regista, originaria di Carpi, Liliana Cavani, che poi molto avrebbe fatto parlare di sé negli anni a seguire.
Lungimirante e ardito, e anche molto rischioso, fu il progetto di Paolo Valmarana, saggio e colto direttore della Rai, sulla scommessa in occasione dell’anniversario del santo di Assisi.
La Cavani aveva chiamato a sé, per la stesura dello scritto, Tullio Pinelli, uno degli sceneggiatori, insieme a Ennio Flaiano, più considerati al momento. Erano le penne d’oro di registi del calibro di Germi, Lattuada e Fellini.
L’attraente bianco e nero del film, ora diafano, ora incisivo, aveva il sapore delle immagini pasoliniane, con l’inconsueto volto di Francesco, prestato da Lou Castel, scanzonato a dir poco, giovane attore svedese.
L’anno precedente, Lou Castel, con I pugni in tasca di Marco Bellocchio, aveva ricoperto il personaggio del dissacratore del perbenismo borghese.
Eppure, con il film su Francesco, la Cavani aveva firmato una straordinaria opera di innovazione stilistica, secondo le cinematografie del momento. Penso all’influsso pasoliniano, tratto dalla sequenza della Passione, dal Vangelo secondo Matteo.
Il ritmo frenetico, le riprese libere di cogliere volti e scene con immediatezza, la ricerca di sguardi e occhi, furtivi, tristi o brillanti, la comunicazione diretta allo spettatore sono alcune dinamiche di un cinema più popolare e senza artifici.
Citazione di alto cinema la ritengo nella scena iniziale, quando un dolente corale accompagna gli oppressi tessitori, evocando, ad esempio, Alexander Nevskij di Sergej Eisenstein, o quando i solitari flauto e forse oboe toccano le corde di una intensa emotività.
Gli anni Sessanta ricordano una splendida stagione di film. Fermandoci all’Europa, nel Nord i grandi maestri come Victor Sjöström e Theodor Dreyer avevano ispirato il gigante Ingmar Bergman, che in quel tempo esprimeva tutt’altra corrente della nouvelle vague o della novità pasoliniana, donando Il posto delle fragole, Come in uno specchio e Persona.
Da noi, al termine del neorealismo, Fellini con La dolce vita e 8½, Visconti con Rocco e i suoi fratelli e Il gattopardo, Pasolini con il suo Vangelo e La ricotta sono alcuni esempi che rievoco a braccio di quel fecondo periodo.
Liliana Cavani si era così giustificata: «L’esperienza del giovane Francesco che decide di imitare il giovane Gesù per amore, è il tema di tutto il mio lavoro e ho cercato di darlo il più possibile come cronaca che si svolge sotto i nostri occhi pensando che solo così fosse proponibile e avesse un poco quel carattere di verità che ebbe al suo tempo. Un’altra cosa: l’iconografia come la storia hanno per secoli ignorato le folle e la gente comune, come si trattasse di esistenze che “contano poco” o comunque “meno”; anche per san Francesco è andata così: è stato aureolato e isolato e messo tra i grandi personaggi, facendogli così, a mio avviso, un gran torto, perché lui ha sempre voluto restare tra la gente, mischiato a essa, comune più di loro».
Martedì 27 ottobre, nell’ambito della preziosa iniziativa Francesco fra Arte e Cinema, ideata dall’Associazione Romagna Camaldoli, verrà proiettato al Cinema Europa di Faenza il film del 1966 della Cavani.
Seguirà, martedì 3 novembre, la seconda regia della Cavani sul Francesco del 1989.
Tante le opere su Francesco, come quella di Zeffirelli e, prima ancora, di Rossellini. Come pure la Cavani altre due volte.
Mi piace, a conclusione, rievocare la scena, a mo’ della Dolce vita felliniana, del bambino in lontananza che chiama Francesco tra i lebbrosi e, infine, l’accattivante trasposizione del Cantico delle Creature. Strapperà un mezzo sorriso anche ai più cinici. Ne sono sicuro.
Relatore:Prof. NATALINO VALENTINI,Università di Urbino
Venerdì 9 ottobre BIBLIOTECA MANFREDIANA, via Manfredi 14, FAENZA ore 17,30
Il secondo appuntamento degli Incontri d’Autunno, che si terrà il venerdì 9 ottobre alle ore 17,30 nella Biblioteca Manfrediana (via Manfredi, 14), ha per titolo: “Un’altra Russia. Salvare l’anima russa e l’Europa”. Relatore sarà il prof. Natalino Valentini, filosofo studioso del pensiero russo nonché docente all’Università di Urbino.
Le relazioni intercorse negli ultimi tre secoli tra la cultura russa e la cultura europea sono state contrassegnate da repulsioni sfociate in sanguinosi conflitti. Sono tuttavia da sottolineare anche le attrazioni, manifestate fin dall’inizio del XVIII secolo dallo zar Pietro I. Fu però soprattutto dalla metà dell’Ottocento che si registrò una conflittuale convivenza tra “occidentalisti e slavofili”. Per i primi anche la società russa avrebbe dovuto riformarsi seguendo il modello della civiltà d’Occidente: democrazia, progresso scientifico, superamento delle convinzioni religiose ancora impregnate di superstizioni. Per i secondi invece sarebbe stato ancora necessario valorizzare l’eredità comunitaria e l’antica postura religiosa della popolazione insediata soprattutto nelle campagne mantenendo ben salde le distanze dal razionalismo occidentale. Posizioni apparentemente incompatibili che trovarono un tentativo di conciliazione nel celebre “Discorso su Puskin” pronunciato a Mosca nel mese di giugno del 1880 da Fëdor Dostoevskij. In quell’occasione il grande romanziere, che pur era affascinato dalle espressioni più spirituali del movimento slavofilo, riconobbe la necessità di attingere allo spirito universalistico di quella parte della cultura europea non impregnata di nichilismo né ostile al cristianesimo, facendo restare al contempo profondamente russa l’anima della nazione più vasta del mondo. Vana illusione quella del grande Dostoevskij! La vagheggiata “missione della Russia”, tesa all’unione dell’umanità attraverso il riconoscimento dei valori del cristianesimo ortodosso, non ebbe – né poteva avere – l’agognato successo. L’immenso impero zarista, sempre più corrotto e dispotico, il cui epilogo fu decretato dall’inquietante e sanguinosa esperienza del comunismo bolscevico, allontanarono ulteriormente la Russia dall’Europa e da un Occidente non immune – soprattutto dopo la fine dell’Unione Sovietica – da qualche miopia culturale e geo-politica: l’Europa avrebbe infatti dovuto provare a percorrere inedite piste di integrazione.
Gli odierni e più radicali rigurgiti del movimento slavofilo di estrema destra, il cosiddetto Russkiy mir (Mondo Russo). purtroppo sostenuto non solo da un dittatore come Vladimir Putin ma – scandalosamente – pure dal patriarca ortodosso Kirill, sembrano aver decretato l’esaurimento della sottile quanto imprescindibile relazione tra la cultura europea e la cultura russa. Allora, come si potrà salvare l’anima russa e l’Europa?
I brani letterari che introdurranno la conferenza saranno recitati dall’attrice Margherita Rondinini.
Venerdì 23 ottobre ore 17,30 – FAENZA Museo Internazionale delle Ceramiche, viale A. Baccarini 19 IMMAGINI DI SAN FRANCESCO PRIMA E DOPO GIOTTO In memoria di Anna Tambini Incontro con ANDREA DE MARCHIStorico dell’arte, professore ordinario di Storia dell’arte medievale – Università di Firenze
Sabato 24 ottobre ore 17,00 – BAGNACAVALLO Sala Oriani, Ex Convento di San Francesco, via Cadorna 10 FRANCESCO “ALTER CHRISTUS” IMMAGINI DEL SANTO SERAFICO TRA CONTRORIFORMA E BAROCCO Incontro con ALESSANDRO MARTONIStorico dell’arte, conservatore dei Musei Civici di Palazzo Chiericati – Vicenza
Martedì 27 ottobre, ore 21,00 – FAENZA Cinema Europa, v. Sant’Antonino 4 Proiezione del film: FRANCESCO D’ASSISI (Regia di LILIANA CAVANI, 1966)
Martedì 3 novembre, ore 21,00 – FAENZA Cinema Europa, v.Sant’Antonino 4 Proiezione del film: FRANCESCO (Regia di LILIANA CAVANI, 1989)
Sabato 3 ottobre ore 10,45 Teatro Sarti, via Scaletta 10, Faenza XXI SECOLO: CAMBIAMENTO D’EPOCA E DISORDINE MONDIALE Incontro con MASSIMO CACCIARIFilosofo, Università Vita e Salute, Milano Nell’occasione sarà presentato il libro di Massimo Cacciari e Roberto Esposito “KAOS” (Il Mulino, 2026) Introduce: Giorgio Gualdrini
Venerdì 9 ottobre ore 17,30 Aula Magna Biblioteca Comunale, via Manfredi 14, Faenza UN’ALTRA RUSSIA. SALVARE L’ANIMA RUSSA E L’EUROPA Incontro con NATALINO VALENTINIFilosofo e slavista, Università di Urbino Lettura di brani letterari a cura di Margherita Rondinini Introduce: Giorgio Gualdrini
FRANCESCO D’ASSISI FRA ARTE E CINEMA
Venerdì 23 ottobre ore 17,30 – FAENZA Museo Internazionale delle Ceramiche, viale A. Baccarini 19 IMMAGINI DI SAN FRANCESCO PRIMA E DOPO GIOTTO In memoria di Anna Tambini Incontro con ANDREA DE MARCHIStorico dell’arte, professore ordinario di Storia dell’arte medievale – Università di Firenze
Sabato 24 ottobre ore 17,00 – BAGNACAVALLO Sala Oriani, Ex Convento di San Francesco, via Cadorna 10 FRANCESCO “ALTER CHRISTUS” IMMAGINI DEL SANTO SERAFICO TRA CONTRORIFORMA E BAROCCO Incontro con ALESSANDRO MARTONIStorico dell’arte, conservatore dei Musei Civici di Palazzo Chiericati – Vicenza
Martedì 27 ottobre, ore 21,00 Cinema Europa, v. Sant’Antonino 4 FAENZA Proiezione del film: FRANCESCO D’ASSISI (Regia di LILIANA CAVANI, 1966)
Martedì 3 novembre, ore 21,00 Cinema Europa, v.Sant’Antonino 4, FAENZA Proiezione del film: FRANCESCO (Regia di LILIANA CAVANI, 1989)
Per chi ne fosse interessato o non fosse stato presente, ecco la registrazione audio di Incontri d’Autunno 2024 del 11/10/2024, Il Mediterraneo e i classici. Atene, Gerusalemme, Roma, con Ubaldo Cortoni osbCam e voce recitante di Margherita Rondinini.
La città di Faenza si prepara ad accogliere la nuova edizione degli “Incontri d’Autunno 2024”, un ciclo di conferenze culturali organizzato dall’Associazione Romagna-Camaldoli in collaborazione con diverse istituzioni locali. Il tema centrale di quest’anno sarà il Mediterraneo, un’area cruciale per lo sviluppo culturale, religioso e politico dell’Europa e del mondo intero.
Il Mediterraneo: Storia e Contemporaneità
Gli incontri si terranno presso la Biblioteca Manfrediana e il Cinema Europa di Faenza e saranno incentrati su temi di grande attualità e rilevanza storica legati al Mediterraneo, esplorando le sue influenze classiche, religiose e geopolitiche. La manifestazione si comporrà di quattro appuntamenti serali, ognuno dedicato a un aspetto specifico di questa vasta area geografica, che ha influenzato la nascita e lo sviluppo delle grandi civiltà europee.
Programma degli Eventi
Venerdì 11 ottobre 2024, ore 20:45 Alle origini della cultura europea: Il Mediterraneo e i classici. Atene, Gerusalemme, Roma L’incontro vedrà la partecipazione di Claudio Ubaldo Cortoni, monaco camaldolese, storico e saggista. La voce recitante sarà quella di Margherita Rondinini, con l’introduzione di Giorgio Gualdrini.
Martedì 15 ottobre 2024, ore 20:45 Il Mediterraneo, il Cristianesimo, l’Islam: tra storia e contemporaneità Protagonista sarà Alessandro Vanoli, storico del Mediterraneo e saggista, introdotto da Daniele Morelli. L’incontro affronterà le radici religiose e storiche del Mediterraneo, con un focus sul dialogo tra Cristianesimo e Islam.
Martedì 22 ottobre 2024, ore 20:45 Il destino euro-mediterraneo dal secondo dopoguerra a oggi Michele Marchi, professore di Storia Contemporanea all’Università di Bologna, esplorerà le complesse dinamiche politiche del Mediterraneo post-seconda guerra mondiale. Sarà introdotto da Marco Celli, segretario regionale del Movimento Federalista Europeo.
Martedì 29 ottobre 2024, ore 20:30 – Cinema Europa, Faenza S.O.S. Mediterraneo – Marco Ferrini presenterà Mattia Ferrari, cappellano di bordo della nave Mare Jonio, che parlerà delle esperienze di salvataggio dei migranti nel Mediterraneo. La serata comprenderà la proiezione di un documentario sul tema e la presentazione del libro di Ferrari, Salvato dai migranti (EDB).
Informazioni utili e contatti
Tutti gli eventi si terranno presso l’Aula Magna della Biblioteca Manfrediana, in via Manfredi 14, con l’eccezione dell’ultimo incontro del 29 ottobre, che si svolgerà al Cinema Europa in via Sant’Antonino 4.
Per ulteriori informazioni e dettagli sull’evento, è possibile contattare l’organizzazione al numero 347 1453029 o via email a pgualdrini@gmail.com.
Conclusioni
Gli “Incontri d’Autunno 2024” rappresentano un’occasione imperdibile per chiunque sia interessato alla storia e alle influenze culturali del Mediterraneo. Attraverso interventi di esperti e accademici di spicco, gli incontri offriranno spunti di riflessione sul ruolo del Mediterraneo nella formazione dell’identità europea e nelle sfide contemporanee.
in collaborazione con Comune di Faenza Manfrediana Biblioteca Comunale di Faenza
con l’adesione di Movimento Federalista Europeo – Faenza
con il contributo di RAVAIOLI SOLUZIONI IN LEGNO Bcc RAVENNATE FORLIVESE E IMOLESE